La Battaglia delle Falkland

L'8 dicembre 1914, nel contesto della Grande Guerra, ebbe luogo presso le Isole Falkland (oceano Atlantico meridionale) l'omonima battaglia navale combattuta tra le forze britanniche della Royal Navy e quelle tedesche della Kaiserliche Marine.

Sei mesi dopo lo scoppio della Grande Guerra, un gruppo di cinque incrociatori tedeschi sotto il comando dell'ammiraglio Maximilian Von Spee, si diresse verso Port Stanley, presso le isole Falkland, con lo scopo di colpirne la stazione radio britannica e catturarne il deposito di carbone.

Contemporaneamente, una piccola, ma possente, flottiglia della Royal Navy stava facendo rifornimento proprio presso Port Stanley, e Von Spee ne era all'oscuro. Era anche inconsapevole del fatto che al comando di quel gruppo di incrociatori vi era l'ammiraglio John Arbuthnot Fisher, inviato nell'Atlantico meridionale per cercare vendetta per la recente sconfitta navale di Coronel, in cui Von Spee era riuscito ad affondare due incrociatori corazzati di Sua Maestà re Giorgio V. 

Assieme a Fisher c'era anche il vice ammiraglio Doveton Sturdee, al comando di altri cinque incrociatori di scorta a quelli più moderni e potenti di Fisher. Grazie all'avvistamento da parte di un abitante dell'isola di East Falkland, la flotta inglese venne avvertita della minaccia tedesca in avvicinamento e cercò di recuperare il livello di impreparazione al combattimento in cui si trovava, nonostante la superiore potenza di fuoco disponibile.

Gli incrociatori tedeschi Gneisenau e Nurnberg avanzarono per primi facendo scattare la trappola e ricevendo improvvisamente il fuoco di artiglieria inglese della corazzata HMS Canopus. L'incrociatore HMS Kent partì quindi all'inseguimento. La posizione di Spee era ormai rivelata; il suo tentativo di distruggere la postazione britannica col fattore sorpresa era ormai svanito; non rimaneva altra soluzione che darsi alla fuga in mare aperto.

Dopo tre ore di inseguimento, Spee accettò l'evidente superiorità, non solo dei cannoni inglesi, ma anche dei moderni motori a turbine delle loro navi, in grado di raggiungere i 25 nodi di velocità, a differenza dei 23 erogati dalle navi tedesche. La vera battaglia stava per iniziare.

L'HMS Invincible e Inflexible (moderni incrociatori da battaglia) impegnarono lo Scharnhorst e il Gneisenau; proprio lo Scharnhorst fu la prima nave ad affondare sotto i pesanti colpi dei proiettili da 305 mm dell'Invincibile e dell'Inflexible. Poi fu il turno del Gneisenau e del Nurnberg, a opera dell'HMS Kent. La sera, gli HMS Glasgow e Cornwall si occuparono del Leipzig.

A fine giornata la flottiglia inglese aveva ancora tutte le navi operative, mentre lo squadrone tedesco lasciò sul campo 1800 marinai circa (Spee compreso) e 4 incrociatori; solo in 200 vennero tratti in salvo dalle navi inglesi e fatti prigionieri.

La Germania di Guglielmo II, nonostante i suoi recenti successi tecnologici, non tenne conto nei suoi calcoli che  non si sconfigge facilmente un Impero marittimo attivo con navi da guerra in tutto il globo sin dal 1583.
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