1° novembre: da costume a legge

Il 1° novembre dell'835, un decreto regio di Ludovico il Pio, su richiesta di papa Gregorio IV, codificò in quella data la festa di precetto di Ognissanti, che celebra in un unico giorno la memoria di tutti i martiri, canonizzati o meno. La storia di questa festività ha radici molto lontane, anteriori al IX secolo.

Tracce di questa celebrazione sono state riscontrate già nell'oriente del IV secolo, dove veniva manifestata nel mese di maggio, in particolare nel giorno tredicesimo. Nel medesimo giorno del 609, papa Bonifacio IV trasformò il Pantheon in una chiesa dedicata alla Vergine e a tutti i martiri. Ne scaturì una festività tipicamente romana, con ricorrenza annuale, che porterebbe a credere che la coincidenza della celebrazione cristiana orientale con l'anniversario di conversione del tempio romano non fosse stata casuale.


Nell'VIII secolo, papa Gregorio III decretò che il primo di novembre si sarebbe dovuto celebrare l'anniversario di una cappella dedicata, anche qui, a tutti i martiri e i santi, in particolare alle loro reliquie. Come accadeva spesso nell'Alto Medioevo, la consuetudine la faceva da padrone e quando una pratica veniva reiterata nel tempo, assumeva più forza di qualsiasi legge scritta; è quindi probabile che già cinquant'anni dopo, per semplice costumanza si praticasse già la celebrazione di Ognissanti nel mese di novembre invece che il 13 maggio. Cosa che renderebbe giustificabile il decreto franco dell'835 che ufficializzò il primo di novembre come data per la festa di tutti i martiri. Specialmente nell'Alto Medioevo, quando qualcosa veniva messa agli atti o resa ufficiale significava che si voleva disciplinare un fenomeno già esistente e attivo da tempo e che non si era stati in grado di controllare sin dall'inizio.

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