Anni cinquanta: il ritorno della moda

Gli anni cinquanta riportano in vita la moda in tutto il suo splendore. C’è il ritorno di Parigi come riferimento mondiale della moda, travolta dall’incredibile ciclone del “New Look” di Dior. In realtà la moda vera, il mercato, è qualcosa che viene dal di là dell'oceano, con gli Usa che anche nel vestire, impongono la loro egemonia. Ma quella è un'altra storia...

La moda degli anni '50 segna un periodo di svolta: il clima austero viene abbandonato a favore di un look bon ton da una parte e da look ispirati alle pin up dall’altra.La figura femminile torna ad essere viva: le spalle per l'estate si spogliano e divengono morbide e arrotondate, il seno viene messo in risalto, la vita è sottilissima, ritorna l’uso del corsetto con i fianchi imbottiti, le gonne sono voluminose e gonfie, sicuramente grazie al ritorno all’uso della crinolina, che consisteva in una sottogonna rigida che sosteneva e rendeva gonfie le gonne.
Una donna che rappresenta la speranza dopo la fame della guerra, elegante e sofisticata, curata in ogni aspetto. Si ripropone la donna oggetto, bella da ammirare ma che nella vita quotidiana non fa nulla, se non passare le giornate nei saloni di bellezza o nelle boutique. I capelli sono permanentati e morbidi; il trucco pesante ma dettagliato. Uso sfrenato di fard sugli zigomi, sopracciglia depilate, eye-liner nero, ombretto colorato e mascara, senza dimenticare le labbra spesso dipinte con un  rossetto di color rosso vivo.

Gli anni ’60: la contestazione e il Twiggy Style

Periodo di rinascita, gli anni '50 sono il decennio del rock 'n' roll, dei blue jeans, delle t-shirt, delle pin up e dei pattern a pois; le ragazzine sotto i vent’anni indossano maglioncini colorati con reggiseni dalle coppe appuntite. Mentre i ragazzi portano jeans, giubbotti da motociclista e brillantina nei capelli sull’esempio di James Dean e Marlon Brando, la giacca di pelle diventa un irrinunciabile must have della moda uomo.

A partire da questo momento la moda viene fortemente dettata dalla televisione. I look dei cantanti, degli attori diventano lo spunto necessario a creare la propria immagine. Nascono da qui due stili diversi della moda anni ’50: il look “Bon Ton” e quello “Pin Up”.

Lo stile “Bon Ton” è caratterizzato da gonne a ruota molto ampie e colorate, strette in vita. Camicie a pois o bianche, foulard al collo o in testa. Ai piedi ballerine di diversi colori. I capelli erano di solito raccolti in code di cavallo con frangette semplici e lisce.

Il look “Pin up” è decisamente più appariscente, si indossavano soprattutto shorts e camice legate alla vita, in tinta unita o a pois. Oppure vestiti con gonne sempre ampie che evidenziavano il punto vita.

Per l’acconciatura non può assolutamente mancare la bandana, che puoi utilizzare in versioni differenti: stretta con nodo centrale, a fascia con nodo nascosto, “a la paysienne” cioè legata intorno alla testa con una coda e un ciuffo morbido sul davanti, con piegatura larga e nodo visibile o alla "rosie the riveter", cioè con tutti i capelli coperti se non un piccolo ciuffo morbido sul davanti. Minimo comun  denominatore di queste acconciature è senza dubbio la frangetta che, o corta o lunga fino alle sopracciglia, è un vero e proprio elemento caratterizzante dell'epoca. L’accessorio dell’epoca sono senza dubbio gli occhiali modello cat eye.

Christian Dior

Quando si parla di anni ’50 non si può non dare qualche nozione riguardo allo stilista che di quell’epoca ha fatto la sua fama. Dalle collezioni di Alta Moda Francese emergono le collezioni del grande stilista Christian Dior.

Nel 1947, Marcel Boussac, magnate del tessile, offrì a Dior l’opportunità di aprire la sua casa di moda.

Il 12 febbraio del 1947, Dior lanciò la Linea Corolla che lo consacrò re indiscusso dell’alta moda.

Fu la giornalista americana Carmel Snov a dare alla prima collezione di Dior il nome di New look : una collezione di corpetti, fianchi imbottiti e gonne a corolla al polpaccio.

Il New Look, nonostante il nome, era una controrivoluzione : i modelli si ispirano al passato, in particolare alla moda francese della seconda metà dell’ 800. Proponevano un modello di donna romantica, ed un look femminile ed aristocratico. Il New Look è espressione di lusso, grazia, ed eleganza. Secondo Dior il look deve essere coordinato in tutti suoi dettagli : cappello, guanti, scarpe, e borsa in tinta.

Le sue linee hanno determinato un rinnovamento nel modo di concepire l’abito in funzione della forma. La prima metà degli anni cinquanta è dominata dal New Look : busto molto marcato evidenziato dal corsetto, fianchi arrotondati, gonne ampie e abiti dalla vita stretta e dalla lunghezza al polpaccio. Nel corso delle stagioni successive, la fantasia del couturier si sbizzarrisce. I modelli di figura femminile delle sue creazioni presentano una varietà di geometrie rese celebri da una nomenclatura ancora oggi in uso : Nel corso della sua carriera, durata undici anni, Dior propone ventidue linee diverse  : la linea ad “H”, ad “A”, a “Y”, a “V”, la linea a tulipano, la linea verticale, la linea obliqua, la linea a corolla, la linea a palloncino, la linea a profilé, la linea a libro, linea a sacchetto, linea impero, linea a fuso.

Esposizioni a confronto
Uno dei quadri della personale di Carla Bruschi
"Un'inquieta sernità del visibile", la mostra curata dal Critico d'Arte Lorenzo Bonini alla Umanitaria di Milano
Paesaggio N.8, acquarello su cartoncino, 36x51 cm, 2015
Tanto più forte l'arte imita la vita, quanto più forte la vita imita l'arte.
danseur blanc I, pastello bianco su cartoncino 35x50, 2016, Canosso
La bellezza di un corpo, che innocente, balla al chiaro di luna
Dimensioni 24x32 cm, acquarello su carta, 2013.
La mostra "Artisti per Gaza" è ospitata dall'Università di Parma, con il patrocinio del Comune, alla Chiesa San Quirino.
08 maggio 2017
Domenica 7 maggio 2017 si inaugura la mostra dell'artista milanese scomparso 40 anni fa.
03 maggio 2017
Rosetta Marino e Anna Latteri espongono alla Casa delle Culture.
Domenica 5 Marzo 2017 mostra collettiva d'art al femminile, presso la Casa delle Culture
27 febbraio 2017