Brexit? No Memorexit

Mentre in Francia si commemorano i 400 mila caduti inglesi della battaglia delle Somme, l’Inghilterra sceglieva di non sentirsi più Europea. Al di là delle ragioni, una scelta che cancella un cinquantennio di sentimenti comuni.

La cronologia dell’Unione Europea parte dalla Ceca, la comunità del carbone e dell’acciaio formata nel 1951 da Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi.

Questo racconta il freddo nozionismo. Ma il vero pulsare di un sentimento europeo probabilmente risiede nelle tante commemorazioni comuni fra i popoli allora nemici nel ricordo dei milioni di caduti dei grandi conflitti. E’ ancora viva la memoria di Mitterand e Kohl a Verdun, personaggi di un passato culturalmente profondo che alle reazioni isteriche di oggi può solo portare nostalgia.

Il primo luglio del 1916, cent'anni fa, decine di migliaia di britannici furono inutilmente massacrati dalle mitragliatrici e dalle artiglierie tedesche, un sacrificio rievocato in questi giorni nei campi ancora martoriati delle vecchie linee ma probabilmente dimenticato nel profondo da coloro che hanno scelto di andare “da soli”.

Si può e forse si deve vivere di presente, ma lo stesso è triste pensare che ancora oggi le grandi scelte vengano dettate da un contingente (che si chiama magari immigrazione) meno profondo del secolo passato dalla grande guerra, o i sessant’anni dalle stragi dell’altro conflitto.

La divisione non è mai benefica, e le soluzioni ai grandi temi non possono mai essere definitive se vengono da una parte e da un protezionismo impraticabile nell’epoca digitale.

Una scelta probabilmente miope, la Brexit, che magari dopo la cronaca verrà annullata dalla storia.

Vale comunque sempre la pena di ricordare le parole di Mitterrand, in quello che fu il testamento morale suo e della sua generazione. “… ciascuno vede il mondo dall’angolo dove si trova, e il punto d’osservazione è in genere deformante. Occorre vincere la nostra storia”. O almeno, ricordarla, per evitare errori assurdi..  

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