Il modello da Bisanzio

“Il mediterraneo è una zona di facile trasmissione letterale delle idee e al tempo stesso una barriera che favorisce le divisioni fra sistemi culturali”

P.Horden e N.Purcell

La reale linea di demarcazione fra il mondo bizantino e quello occidentale subì considerevoli variazioni nelle diverse epoche in cui Oriente e Occidente si fronteggiarono dal punto di vista non solo bellico, ma anche culturale. Intorno al X secolo, Bisanzio godeva del primato in campo artistico, sia per quanto riguarda la cultura, sia per quanto concerne i mezzi tecnici. Tale prestigio nell’ambito dell’arte figurativa si estendeva indubbiamente al di là delle frontiere politiche dell’impero bizantino.


L’arte bizantina, proponendo i suoi prototipi artistici ed offrendo esempi fortemente influenzati dall’antichità classica, realizzò un vero e proprio rinnovamento in Occidente, favorendo un’importante evoluzione artistica in tutta Europa di cui tutt’oggi abbiamo gli esempi tangibili.


L’arte bizantina possedeva le caratteristiche che mancavano all’arte occidentale, essenziali alla sua evoluzione, prima fra tutte la stretta connessione con l’eredità greca. Bisanzio costituiva il più grande deposito di arte classica, non solo grazie alla sua tradizione visiva, ma anche dal punto di vista materiale e antiquario – infatti sfoggiava una delle maggiori collezioni di statuaria greca che fosse mai stata messa assieme. Le statue greche e i rilievi sembravano aver preso vita nelle figure dei mosaici; i personaggi sacri erano concepiti come ritratti caratterizzanti; alcune allegorie ellenistiche comparivano in rappresentazioni dell’Antico Testamento; i movimenti e le pose delle figure drappeggiate che facevano parte degli eventi, erano concepiti nello spirito greco e gli sfondi architettonici e di paesaggio perpetuavano o richiamavano scenari ellenistici senza alcun minimo dubbio. Nell’arte bizantina le forme diventarono “divisibili” e tale prerogativa fu forse uno degli attributi più utili per l’Occidente medievale, dove il semplice spirito di divisione e articolazione regolava l’intera composizione. La “divisibilità” dei soggetti compositivi permetteva agli artisti occidentali di esprimere un nuovo contenuto, applicando aggiustamenti minimi alle forme tradizionali già pronte. La grande importanza accordata all’arte bizantina dagli artisti occidentali, derivava in primo luogo dal bisogno di individuare un punto di partenza; da tenere a mente è anche il ruolo che giocarono i mecenati, i quali riconoscevano un grande prestigio politico essendo l’arte “ufficiale” dell’Impero cristiano d’Occidente. Si avvertiva che l’arte bizantina e specialmente alcune sue tecniche, conferivano ai mecenati una parvenza di prestigio che nessun’altra arte era in grado di concedere. In particolare il mosaico era visto come l’arte imperiale per eccellenza e per tale motivo veniva usato dai grandi signori laici, come i re di Sicilia o i dogi di Venezia e da quelli ecclesiastici, che volevano competere in qualche modo con gli imperatori bizantini. Il problema, sia per i mecenati che per gli artisti, era come acquisire quest’arte, come imitarne la qualità e come importarne i metodi costitutivi.


Indubbiamente le opportunità per scambi culturali fra Oriente e Occidente erano molteplici e di diversa natura: pellegrinaggi a Costantinopoli e in Terra Santa, ambasciate da entrambe le parti, viaggi di monaci greci in Occidente per raccogliere elemosine, il culto e l’acquisizione delle reliquie, le Crociate e la creazione dei regni franchi del Levante e in Grecia, che culminarono con la fondazione del mal nato impero latino di Costantinopoli. Uno dei mezzi più immediati fu certamente la concreta acquisizione di opere d’arte bizantine attraverso doni, acquisti, commissioni o saccheggi; ma non dobbiamo certo aspettarci che ogni opera d’arte bizantina arrivata in Occidente, avesse un qualche impatto sull’arte occidentale. L’arte di Bisanzio avrebbe contenuto in sé quello stesso seme dell’arte classica ed ellenistica che sarebbe stato poi fatto nuovamente germogliare grazie agli artisti del Rinascimento italiano: il grande sviluppo dell’arte occidentale può essere compreso e valutato correttamente solo se si conoscono le circostanze della sua formazione, compreso ogni elemento proveniente dell’esterno e l’influsso che l’arte bizantina ebbe su di esso, non è sicuramente da trascurare.

Esposizioni a confronto
Uno dei quadri della personale di Carla Bruschi
"Un'inquieta sernità del visibile", la mostra curata dal Critico d'Arte Lorenzo Bonini alla Umanitaria di Milano
Paesaggio N.8, acquarello su cartoncino, 36x51 cm, 2015
Tanto più forte l'arte imita la vita, quanto più forte la vita imita l'arte.
danseur blanc I, pastello bianco su cartoncino 35x50, 2016, Canosso
La bellezza di un corpo, che innocente, balla al chiaro di luna
Dimensioni 24x32 cm, acquarello su carta, 2013.
Domenica 26 Novembre 2017 festeggiamo il 70° compleanno dell'artista santagatese.
26 novembre 2017
Tre artisti espongono tre Personali in contemporanea. Tre storie e tre mondi a confronto.
Alla Casa delle Culture si svolge Sabato 14 Ottobre la Giornata del Contemporaneo
Inaugurazione Domenica 8 Ottobre 2017 ore 18.00 - Casa delle Culture