Christopher Nolan riporta l’Odissea sul grande schermo: un viaggio epico tra mito, guerra e umanità
Il nuovo kolossal del regista britannico, uscito nelle sale il 16 luglio 2026, trasforma il poema di Omero in un’esperienza cinematografica spettacolare. Tra effetti visivi, grandi interpretazioni e riflessioni sulla guerra e sul destino dell’uomo, il film conquista per intensità narrativa e forza emotiva.
Matt Damon intepreta Ulisse
Ulisse e Atena nel film
L’uomo, dirà alla fine l’eroe omerico, si dimentica
spesso dei suoi errori. Inizia il viaggio alla ricerca di Itaca, ma varie
peripezie lo accolgono. Ulisse è fiducioso, i suoi compagni stremati. Non
vedono la fine e sono sconvolti dalle prove alle quali li sottopongono gli dei,
Poseidone offeso per l’accecamento del figlio Polifemo e il dio del sole,
Apollo, per la mancanza di rispetto delle vacche sacre. Noi non conosciamo il
linguaggio degli dei, si lamenta Ulisse con Atena, ma lei prontamente ribatte
che tutti conoscono il linguaggio del dolore e della sofferenza. Ma Ulisse
sfida gli dei, perciò subisce le loro reazioni nefaste. Il ritmo degli
avvenimenti e delle scene narranti è sempre incalzante, arricchito dagli
effetti speciali che trasferiscono lo spettatore direttamente nella città in
fiamme o durante le traversate marine quando la furia degli elementi mette a
dura prova la resistenza dell’equipaggio. Realismo nelle scene di Circe che
plasma in forma di porci i compagni di Ulisse. E a seguire le altre vicende
senza interruzioni o pause: Polifemo accecato, il canto delle sirene
ammaliatrici così straziante nelle espressioni di Ulisse/Matt Damon che subentra
nella parte dell’eroe omerico, sempre analizzando con la necessaria fermezza e
sangue freddo le situazioni drammatiche e paradossali, nel difendersi dagli
uomini di ferro o per sfuggire al gorgo e ai tentacoli di Scilla e Cariddi,
ogni volta circondato dalla tensione evidente dei suoi compagni di viaggio.
Insomma Ulisse non vive le avventure immaginate ma la durezza delle prove reali
a cui è sottoposta l’umanità. Bypassata dal regista l’accoglienza fra i Feaci
alla corte di Alcinoo fra gli sguardi dolci di Nausicaa. Sempre rispettosi
tutti della legge di Zeus sulla ospitalità: è questa la norma suprema dirimente
per una comunità rispettosa e solidale verso chi giunge dal mare. Non sempre di
questi tempi è così, purtroppo. Giunge ad Itaca, vendicativo. Per i Proci non
c’è scampo e ora è finalmente libero di viaggiare con la sposa Penelope verso
l’ignoto, verso l’amore eterno che si riflesse nel crepuscolo del sole. Una
grande prova cinematografica di regista e di attori e attrici che ci hanno
riportato ai tempi della guerra di Troia ma volgendo lo sguardo con rammarico
alle nostre vicende attuali.
Paolo Rausa
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