Expo entra nel vivo, la Brianza mette in mostra i suoi tesori

Concluso il primo mese di 'rodaggio' dell'Esposizione Universale, il momento in cui l'attenzione internazionale è rivolta ai padiglioni, la Brianza è ora pronta a svelare i suoi tesori: tra questi cinque ville di delizia e il Bosco delle Querce.

Cinque antiche ‘ville di delizia’ e un bosco ‘speciale’, 340 volontari per 5.000 ore di apertura, un cartellone di oltre 300 eventi per tutti i gusti, un biglietto che dà diritto all’ingresso con tariffa ridotta sulla visita di un’altra villa: con questi numeri il Sistema delle Ville Gentilizie Lombarde si presenta al pubblico di Expo per incantare e raccontare, oggi come nei secoli in cui sono state ideate, la bellezza di uno straordinario patrimonio artistico a due passi da Milano.

Le Ville Gentilizie per Expo
I propositi sono già contenuti nel nome del progetto, costruito in funzione dell’Esposizione Universale che terrà i riflettori puntati su Milano e sui territori limitrofi nei prossimi mesi, ma con la volontà di proseguire anche dopo il grande evento. 

“Si riparte dai risultati ottenuti a conclusione della prima fase del progetto, avviato nel 2010 dopo un percorso di studio dalla stessa Regione e da Fondazione Cariplo con l’obiettivo della riscoperta e della valorizzazione integrata delle Ville Gentilizie dell'area Nord-Milano” spiega Cristina Cappellini, Assessore alle Culture, Identità e Autonomie di Regione Lombardia, l’ente che ha finanziato il nuovo progetto del 2015. 

Il lavoro di ‘sistema’ è riuscito negli anni a mettere in rete Villa Arconati di Bollate, Palazzo Arese Borromeo di Cesano Maderno, Villa Cusani Tittoni Traversi di Desio, Villa Visconti Borromeo Litta di Lainate e Villa Crivelli Pusterla di Limbiate.

“Quest’anno il Sistema ha voglia di crescere e farsi conoscere anche da un pubblico internazionale, e quale migliore occasione di Expo”, racconta Pietro Luigi Ponti, Sindaco di Cesano Maderno, ente capofila del progetto, nonché Presidente della Provincia Monza-Brianza. Che continua: “Per la promozione delle cinque ville, a cui quest’anno si affianca il Bosco delle Querce di Seveso e Meda, puntiamo soprattutto su una maggiore apertura al pubblico di questi preziosi tesori, sulla comunicazione attraverso i social media e sulla creazione di itinerari turistici integrati, sfruttando la tecnologia mobile”. 

Prezioso in questa ottica il contributo dei nuovi partner: il Touring Club Italiano con i suoi circa 50 Volontari per il Patrimonio Culturale selezionati nell’ambito del progetto ‘Aperti per voi’, che ogni settimana a partire dal primo maggio stanno donando oltre 100 ore di presenza e affiancheranno le guide volontarie delle associazioni locali nell’accoglienza dei visitatori per tutta la durata per progetto; l’Istituto di Storia dell’Arte Lombarda – ISAL, che ha offerto la sua consulenza scientifica nella preparazione dei nuovi contenuti multimediali basati su “QR code”, che andranno a inserirsi lungo i percorsi turistici appositamente studiati e in fase di ultimazione.

Sulle tracce degli stranieri illustri e del loro ‘viaggio in Italia’ 
Iniziamo il nostro viaggio nella campagna lombarda da moderni visitatori di EXPO, alla scoperta delle curiosità architettoniche ed estetiche di queste cinque ‘ville di delizia’, ideate tra il Cinquecento e il Settecento per celebrare la grandezza dei proprietari e incantare ospiti e visitatori illustri. Nella loro costruzione vennero interpellati gli architetti e gli artisti più ricercati, come fece Bartolomeo III Arese, personaggio chiave della politica lombarda sotto la dominazione spagnola, che per affrescare il suo Palazzo Arese Borromeo si affidò agli artisti di scuola milanese, tra cui Ercole Procaccini il Giovane e i fratelli Montalto.

Nei secoli, furono diversi i viaggiatori celebri che rimasero affascinati dalla magnificenza di questi complessi: nell’estate del 1750 Villa Arconati ospitò il padre della commedia italiana, Carlo Goldoni, che godeva dell’ammirazione e della protezione di Giuseppe Arconati, proprietario e discendente dell’ideatore di questa superba villa, il conte Galeazzo, celebre collezionista e grande estimatore di Leonardo. Stendhal agli inizi dell’800, dopo aver passeggiato nel Ninfeo di Villa Visconti Borromeo Litta, metteva in guardia dai suoi ‘scherzi’: “Posando il piede sul primo gradino di una certa scala, sei getti d’acqua mi sono schizzati tra le gambe”.

Nel suo tour lombardo, lo scrittore parigino passò anche per Villa Tittoni Traversi e, colpito dall’eclettica combinazione di stili, la scelse per ambientarvi il dramma giocoso ‘Il forestiere in Italia’ del 1816, rimasto incompiuto. Villa Pusterla conquistò a tal punto gli occhi di Napoleone durante le sue discese italiane, che non solo vi trasferì per alcuni mesi il suo quartier generale, ma nell’adiacente Oratorio di San Francesco vi fece sposare le due sorelle, Elisa e Paolina. 

L’arte del verde: i Giardini delle ville…
“I signori non si privavano di nessun piacere e per rendere ancora più scenografiche le loro proprietà allestirono intorno ai nobili edifici magnifici giardini all’italiana, alla francese o all’inglese”, racconta Laura Sabrina Pelissetti, Presidente di ReGiS – Rete dei Giardini Storici. Furono chiamati a raccolta architetti, maestri giardinieri e scultori, e si studiarono ingegnosi meccanismi idraulici per incanalare l’acqua necessaria a irrigare e alimentare le fontane e i giochi d’acqua, con cui deliziare gli ospiti. Numerose sono le specie botaniche tuttora presenti, tra cui anche delle varietà ‘esotiche’ introdotte per la prima volta in Europa proprio nei secoli dello sviluppo dei giardini: magnolie, orchidee, ananassi e un rarissimo Ginko Biloba. Meritano una menzione le limonaie per il ricovero dei vasi di aranci e di limoni e le carpinate, percorsi a U costituiti da un doppio filare di alberi di carpino, con i rami intrecciati e potati a volta, eredità del gusto d’oltralpe per gli alberi a foglia caduca. Vennero costruite le ghiacciaie, i frigoriferi ‘ante litteram’ posti nei sotterranei, che servivano per conservare i rinfreschi da consumare nel parco durante la stagione estiva. Altro elemento rilevante per la nobiltà del tempo era il teatro all’aperto, allestito nel verde o costruito in muratura, decorato con gruppi scultorei e destinato alla rappresentazione di spettacoli, feste e balli.

…  e il Bosco delle Querce  
Nel panorama del ‘Sistema’ di ville e parchi per Expo una descrizione a parte va al Bosco delle Querce di Seveso e Meda, sesto luogo di grande valore storico e simbolico accanto alle cinque ‘ville di delizia’ e nuovo partner dell’iniziativa nella sua edizione 2015. Qui la storia narrata è quella di una rinascita: sorge infatti su una superficie di 42.7 km² in quella che fu la zona più inquinata dalla diossina dopo l’incidente avvenuto nel 1976 alla fabbrica farmaceutica ICMESA. Per volere dei cittadini questo luogo fu bonificato e nacque il Bosco delle Querce, dove si alternano oggi zone di parco urbano con un bosco a evoluzione spontanea ad accesso limitato, caratterizzato da un ricco sottobosco. 

Nel 1984, anno in cui terminarono i lavori di bonifica, restava in piedi una sola pianta: un grande pioppo, che divenne il simbolo della vita che resisteva a dispetto di tutto e che voleva rinascere; già nel 1998 il Bosco contava oltre 45 mila piante, tra specie arboree e arbustive, con una popolazione quadruplicata. 

Oggi il Bosco delle Querce si presenta con una ricchissima varietà di piante e arbusti che ospitano oltre 70 specie di uccelli, di cui circa 40 nidificanti, oltre a volpi, ricci, conigli e altri piccoli animali che pure stanno iniziando a ripopolare la zona. Diventato nel 2006 Parco Naturale Regionale, il Bosco è un luogo fruibile alle comunità e racconta una storia in continuo e incessante dialogo tra passato e presente, con lo sguardo rivolto al domani.

Andar per ville in bici
Anche le Ville Gentilizie hanno i loro itinerari di ‘mobilità dolce’, che costituiscono una tra le azioni più significative della nuova fase del progetto: sono stati infatti studiati vari itinerari tra le ville e il Bosco delle Querce lungo percorsi ciclabili e collegamenti stradali, in un circuito su due ruote che, se percorso per intero, conduce da Milano alle Ville e al Bosco passando per Expo e ritorna alla metropoli costeggiando la Reggia di Monza.

Con il debutto all’inizio di maggio dell’iniziativa ‘VeloExpo’ i percorsi ciclabili hanno tre postazioni già attive, mirate a incentivare anche la combinazione bicicletta e treno, con possibilità di affittare biciclette sul posto e restituirle in un punto attrezzato successivo: presso la stazione di Ferrovie Nord a Bollate, a Villa Litta a Lainate e a Palazzo Arese Borromeo a Cesano Maderno. Molto apprezzato dai turisti e dalle famiglie in gita è il servizio di assistenza in caso di foratura o di incidente, una sorta di ‘ACI delle Bici’ al servizio della mobilità dolce. Tutte le informazioni per il pubblico sono sul sito www.veloexpo.it
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